Molise EXTRA articolo di Giovedì 5 agosto 2005

 

Omnia munda mundis

 

Controriflessioni sul Festival “Note d’estate a Campolieto”

 

Guglielmo di Baskerville

Risponde a Guglielmo di Ockham

 

La macchina del tempo, messa a mia disposizione dalla fantascienza, mi permette di fare ogni tanto un salto nel futuro, questa volta a Campolieto, in quel di Molise, agosto 2005.

La stroncatura che il giovane Guglielmo di Ockham fa del Festival canoro di Campolieto è figlia della fretta e penso che da essa derivino le imprecisioni conoscitive, la superficialità di anali­si e l'inconsistenza delle conclusioni.

·          ·          Imprecisioni conoscitive

Alcuni degli ideatori e realizzatori del progetto sono giovani rampolli di genitori molisani e abruzzesi: Manuela Formichella di Montagano, Sem Cerritelli di Chieti, Domenico Lombardi di Campolieto, Claudia Mariano di Campolieto

Come pure sono numerosi i molisani iscritti al Corso e al Concorso.

Falso pertanto l'assunto della estraneità della realtà molisana.

·          ·          Superficialità di analisi

Nel farsi paladino della specificità di Campdlieto e del Molise tutto, il giovane Guglielmo tende a chiudere in una rocca virtuale, secondo un model­lo di storiografia superato, l'odierna realtà che invece mal sopporta gli schemi rigidi. Essa è così aperta al mondo esterno da far meraviglia che questo sfugga al ,nostro amico. Il concetto di società aperta, quale fonte di arricchimento cultu­rale, sociale, etnico, in una parola il villaggio glo­bale è un valore di riferimento ormai da tutti acquisito.

Solo i sistemi culturali e religiosi integralisti favo­leggiano di chiusura totale al mondo circostante, e sappiamo purtroppo con quali nefasti risultati.

Il nostro ha il torcicollo, guarda solo al passato un po' per (de)formazione professionale, un po' per preconcetta contrapposizione ideologica, e allora parla, anzi straparla di colonizzazione del nord nei confronti del sud, del valore artistico assoluto dell’opera lirica in versione bandistica. La vena pole­mica lo spinge a dire che l'iniziativa del Festival farebbe morire la tradizione bandistica di Campolieto. Questo paese purtroppo ha bisogno di più professionalità e di meno demagogia: se questo fosse avvenuto nei decenni passati non ci sarebbe oggi bisogno di chiamare, in occasione delle festività religiose, complessi bandistici da Corato, Noicattaro, Conversano, e via colonizzan­do!

Se mi è consentito poi di esprimere anche un'opi­nione di gusto musicale, la banda ha certamente la sua sfera di validità e insostituibilità con le marce e le celebrazioni in movimento, ma l'arrangia­mento bandistico nulla ha a che fare con l'opera lirica, può al massimo appagare per il virtuosismo dei suoi protagonisti, tromba, bombardino, flicor­no ecc. Su questo argomento Riccardo Muti docet.

- Inconsistenza delle conclusioni

L'amico Ockham plaude all'iniziativa del festival, ma poi vi vede tutto il male possibile, ironizza perfino sull'hobby del Sindaco di insegnare a tito­lo gratuito l'inglese ai suoi concittadini. Dovrebbe rallegrarsene se mai, come rivincita di noi Inglesi sul colonialismo del latino!

Insinua che il festival è organizzato per appagare gli appetiti di persone vicine e che gli obiettivi di sviluppo turistico non si realizzano facendo venire un pò di gente forse telecomandata. Omnia munda mundis. tagliò corto padre Cristoforo alle osservazioni di fra Fazio. Qui è il caso di parafra­sare al contrario il famoso passaggio de I Promessi Sposi Tutto è sporco per chi è sporco, in una sorta di transfer da inconscio freudiano sui comportamenti e decisioni prese in passato dagli amici del nostro. Ancora, caro Ockham, ti assicu­ro che il Sindaco sa bene che l'avvio di un proces­so di sviluppo turistico a Campolieto è cosa fati­cosa, lunga e dall'esito incerto. Ma ha il dovere di provarci. Se dovesse rendersi conto che la leva "culturale" non funziona, ne prenderà atto e cam­bierà strategia

Il Molise è altra cosa da quella che immagina Ockham. Gli oltre 600.000 molisani residenti fuori regione e nel mondo, come pure gli stanziali hanno da tempo superato la sindrome da pauperi­smo in cui il nostro indugia un po' per pigrizia mentale, un po' per la rendita di posizione che questo gli assicura. Sempre a proposito dei Molisani e Campoletani residenti fuori Regione, essi hanno molto imparato nella loro vita profes­sionale esterna e, senza nessuna puzza al naso e con molta umiltà e abnegazione, fanno proposte di arricchimento per la comunità, senza nulla togliere a quanto di valido essa oggi propone

L'atteggiamento gufesco suo e dei suoi amici sarà di buon auspicio per l'intero progetto. Perciò, caro Sindaco, raduni le giovani forze che a Campo lieto non mancano, sostenga questa loro sete di speranza e di ottimismo nell'avvenire, e sicuramente le arriderà ottimo risultato.

GUGLIELMO DI BASKERVILLE